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> RUMORS SU TARANTINO A CANNES

In .: C O T T O & M A N G I A T O, .: E' LA STAMPA BELLEZZA, F E S T I V A L on 4 Aprile 2009 at 07:41
Quentin Tarantino

Quentin Tarantino

E’ atteso sulla Croisette “Inglorious Basterds”, il film che ha attualmente in cantiere Quentin Tarantino. Ad annunciarlo è “Variety”.
Secondo l’autorevole giornale, in vista dell’invito al prossimo festival di Cannes, Tarantino si sarebbe impegnato con i suoi produttori (la Weinstein Company e la Universal Pictures) a finire il film in tempo per il suo debutto mondiale sulla Croisette.

Sempre secondo Variety, la pellicola, interpretata da Brad Pitt e ambientata in Francia nel corso della seconda guerra mondiale, concorrerà alla Palma d’Oro. E l’ambito premio Tarantino se l’è già aggiudicato, come ricorderete, nel 1994 con “Pulp Fiction”. Ma l’enfant prodige del cinema americano si fece conoscere proprio a Cannes due anni prima con “Le iene” che fu presentato fuori concorso.
Con “Inglorious Basterds” continua la rivisitazione di un certo cinema italiano da parte di Quentin Tarantino. Il suo ultimo film infatti prende le mosse da “Quel maledetto treno blindato” di Enzo Castellari.

Per ora nessun commento trapela dalle case di produzione del film, né dal quartier generale del festival francese, che si svolgerà dal 13 al 24 maggio 2009. Mentre il “fest lineup” di Cannes, come dicono gli addetti ai lavori, verrà comunicato il 23 aprile.

Intanto su You Tube, circola già qualche scena del film.

4 aprile 2009

>”QUANDO NINA SIMONE HA SMESSO DI CANTARE”

In .: C O T T O & M A N G I A T O, .:C O L P O DI S O N N O, Uncategorized on 31 Marzo 2009 at 14:10
Il romanzo, che prende le mosse da uno spettacolo teatrale che fu la rivelazione del festival di Avignone del 2007, è una sorta di biografia di Darina Al-Joundi.

Il romanzo, che prende le mosse da uno spettacolo teatrale che fu la rivelazione del festival di Avignone del 2007, è una sorta di biografia di Darina Al-Joundi.

Harold Bloom, il decano della critica letteraria, in una recente intervista rilasciata al Corriere della Sera, dice: “La letteratura è un’epifania individuale e non deve avere alcuna valenza di riscatto socio-politico”. E continua prendendosela con l’ideologia del ’68, che a suo dire avrebbe distrutto l’estetica: oggi “basta essere un’esquimese lesbica per valere di più come scrittore”.
Se condividete le tesi di Bloom, allora è probabile che “Quando Nina Simone ha smesso di cantare” non diventerà uno dei vostri romanzi prediletti.
Scritto a quattro mani da Darina Al-Joundi e Mohamed Kacimi, il volume è stato portato nelle librerie da Einaudi.
Il romanzo, che prende le mosse da uno spettacolo teatrale che fu la rivelazione del festival di Avignone del 2007, è una sorta di biografia di Darina Al-Joundi. Classe 1968, Darina è una donna giovane e bella, troppo libera e spregiudicata per vivere a Beirut. Figlia di Assim, un intellettuale laico siriano, che però nel libro a volte si contraddistingue di più per la sua dedizione all’alcool, al poker e al jazz, viene tirata su alla larga dal Corano e dalle tradizioni che questo comporta, in una Beirut squassata dalla guerra civile.
L’educazione cosmopolita e anticonformista tuttavia non la metterà al riparo da mariti maneschi e da altre iatture, che Darina racconta con dovizia di particolari adatti a stomaci forti. Non mancano gli eccessi e un impulso autodistruttivo, alimentato certamente dal contesto storico particolarmente difficile in cui si trovò a vivere la protagonista da adolescente.
Il libro è un lungo flash back, che parte dalla morte del padre, figura venerata e amata. La protagonista irrompe nella stanza in cui viene vegliata la salma del genitore, al grido di “Basta con quel maledetto Corano”. Darina toglie la cassetta del Corano e al suo posto mette su “Save me” di Nina Simone. Un gesto da cui parte tutto il romanzo e che porterà ad un epilogo davvero tragico.
E’ da qui che parte il rabbioso resoconto di Darina, della sua infanzia, della sua gioventù bruciata sotto i bombardamenti di Beirut e del suo epilogo in un manicomio, dove l’unico modo che ha per sopravvivere è fingersi pazza e scrivere su fogli immaginari la sua storia. Una storia segnata dalla guerra, in una Beirut che sembra un girone infernale, in cui i giovani pur di sentirsi vivi paradossalmente flirtano con la morte.
Darina oggi vive a Parigi e gira l’Europa con il suo monologo teatrale, da cui prende le mosse il romanzo. Sicuramente, viste le critiche osannanti dei quotidiani d’oltralpe “Quando Nina Simone smise di cantare” deve essere un grande spettacolo, di cui forse non si sentiva la necessità di un romanzo. Insomma, tornando all’autore del “Canone Occidentale”, come dare torto al vecchio Bloom, quando dice, sempre sulle colonne del Corrierone: “Se un lavoro non possiede splendore estetico, forza cognitiva e autentica originalità, non vale la pena leggerlo”.

31 marzo 2009

>ITALIANI IN PELLICOLA

In .: C O T T O & M A N G I A T O, .: E' LA STAMPA BELLEZZA, F E S T I V A L on 25 Gennaio 2009 at 17:51

Carlo Verdone, protagonista di uno degli episodi di "Italians"

Carlo Verdone, protagonista di uno degli episodi di "Italians"

Questo week end sono di scena vizi e virtù degli italiani all’estero. Arriva infatti in 700 copie nei nostri cinema “Italians”, l’ultima fatica di Giovanni Veronesi.
Protagonisti della pellicola a episodi sui nostri connazionali sono Carlo Verdone, Sergio Castellitto e Riccardo Scamarcio. Cialtroni, disonesti, in cerca di avventure facili con le donne, ma che all’occorrenza sanno metter da parte i lati peggiori per tirare fuori il lato più umano ecco in due parole gli Italians di Veronesi. Una commedia targata Filmauro, che strizza l’occhio agli anni d’oro della commedia all’italiana.

E all’anteprima romana Veronesi non fa sconti agli italiani quelli veri. “Tra le varie tipologie di italiani - spiega – abbiamo scelto i più divertenti. Prima avevamo pensato a raccontare l’eccellenza, gente di successo, poi abbiamo preferito questi disgraziati, più adatti alla commedia. Ma girando per fare questo film vi assicuro che, specie in Russia, siamo stati fin troppo buoni con gli italiani. Molti sono più stravaganti dei nostri personaggi“.

Ma è Castellitto a invitare a non prendere il tema dell’italianità troppo sul serio:  “Siamo abbastanza straordinari e abbastanza indecenti, come diceva Leo Longanesi ‘buoni a nulla e capaci di tutto’. Ma è vero che all’estero ci apprezzano per i luoghi comuni: perciò Gomorra, che di luoghi comuni non ne ha, non è stato abbastanza capito. Ma non dimentichiamo che in Italians il riferimento ai nostri vizi e virtù è soprattutto cinematografico, rimanda alla commedia all’italiana. Sullo schermo non dovete cercare la commedia, non la sociologia“.

E Kezich su Corriere della Sera, che ospita la rubrica da cui è stato mutuato il titolo, plaude al film. Quando il cinema commerciale è anche di qualità …

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E’ attesa per venerdì 6 febbraio la prima mondiale al Festival di Berlino (5-15 febbraio) del nuovo lavoro di Ermanno Olmi. Si intitola “Terra Madre”.

Realizzato con il sostegno del Ministero per i Beni Culturali, documentario e’ in programma quale Evento Speciale al Cinema Paris. Olmi traccia il proprio punto di vista sul tema del cibo e sulle implicazioni economiche, ecologiche, sociali che ne derivano. “Terra Madre” è prodotto dalla Cineteca di Bologna e Itc Movie.