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Archivio per Settembre 2008

> DA FRANCESCA COMENCINI A CURZIO MALTESE, PARTE IL SALINA DOC FEST

In F E S T I V A L on 23 Settembre 2008 at 15:01
LELLO ARENA
LELLO ARENA, protagonista dello spettacolo “Shakespeare Re di Napoli” di Ruggero Cappucci

E’ partita il 22 settembre  la seconda edizione del “SalinaDocFest - festival del documentario narrativo”, diretto da Giovanna Taviani. Sette giorni di proiezioni, conferenze e dibattiti, incontri con critici registi e scrittori.  tema dell’edizione di quest’anno è FUGHE E APPRODI.

La rassegna infatti punta i riflettori sui nuovi migranti, che cercano un approdo in quegli stessi porti da cui un tempo partirono i nostri padri, in fuga verso le Americhe.

La rassegna inoltre da quest’anno ha istituito un gemellaggio con la Mostra Internacional de Cinema de Sao Paulo che – attraverso una giuria indipendente presieduta dal suo Direttore, Leon Cakoff - istituirà un premio per il miglior documentario, assegnandogli uno spazio all’interno del festival brasiliano, nel novembre 2008.

L’appuntamento clou di Salina sarà quello di venerdì 26 settembre, coordinato da Alberto Crespi, IL NUOVO CINEMA ITALIANO: AUTORI A CONFRONTO, dedicato a una riflessione collettiva sul cinema italiano contemporaneo a cui hanno già aderito Silvia Ballestra, Mimmo Calopresti, Francesca Comencini, Luigi Lo Cascio, Francesco Munzi, Gianfranco Pannone, Simona Vinci. Seguirà la proiezione del film di G. Pannone Il sol dell’Avvenire, presentato al Festival di Locarno.
Tra gli altri ospiti del festival ricordiamo Lello Arena, protagonista dello spettacolo “Shakespeare Re di Napoli” di Ruggero Cappuccio, in scena sabato 27 settembre, e Pippo Delbono che presenterà a Salina, in anteprima assoluta, un estratto del suo nuovo documentario, “Primi passi“, interamente girato con un video-telefonino.
La giuria del concorso è presieduta dal giornalista Curzio Maltese ed è composta da Luca Bigazzi, Francesco Munzi, Gianfranco PannoneAlessandro Rais. Il comitato d’onore - costituito da Romano Luperini, Paolo Taviani, Vittorio Taviani e Bruno Torri - consegnerà il premio Dal testo allo schermo allo scrittore Vincenzo Consolo che, per questa occasione, ha deciso di regalare al SalinaDocFest un racconto autobiografico inedito intitolato “Fuga e approdi” e pubblicato nel catalogo del festival, che si conclude il 28 settembre 2008.

>TORINO: UNA CITTA’ A MISURA DI LETTORE

In .: C O T T O & M A N G I A T O, F E S T I V A L on 19 Settembre 2008 at 09:01

Una volta si usava dire “passeggiata di salute”, ora è di moda invece la passeggiata tra i libri. Almeno a Torino, dove sabato 27 e domenica 28 settembre 2008 torna Portici di Carta (www.porticidicarta.it): la libreria più lunga del mondo nel centro del capoluogo piemontese.
Oltre due chilometri di libri sotto i portici di via Roma, piazza San Carlo, piazza Carlo Felice. Un itinerario scandito in una quindicina di tratti tematici, vere e proprie «vie del libro», gestite da 120 librerie di Torino e provincia, che proporranno un’enorme scelta di titoli e argomenti e riscriveranno completamente lo spazio urbano: dalla via delle Arti a quella delle Passioni, dalla via delle Lingue a quella dei Ragazzi.
E proprio a Torino, dove dopo quasi un mese, aprirà i battenti il Salone del Gusto, non poteva mancare la Via del Gusto, dove i maîtres chocolatiers di Torino e del Piemonte proporranno le loro creazioni più raffinate.  Quando il piacere della lettura si sposa con quello del palato.
In piazza San Carlo e Galleria San Federico, avranno luogo gli incontri con gli scrittori, le presentazioni delle novità, oltre a spettacoli e  tavole rotonde.
Portici di Carta, giunto alla seconda edizione, verrà presentato con il programma dettagliato e i nomi degli ospiti, martedì 23 settembre alle 11.00 al Caffé Neuv Caval d’Brôns di Torino (piazza San Carlo, 155). La manifestazione l’anno scorso ha avuto un notevole exploit: richiamò infatti 250 mila visitatori in due giorni, con 120 librerie coinvolte, oltre 80 mila libri venduti.

Ideata da Rocco Pinto della libreria La Torre di Abele di Torino, la manifestazione è promossa dall’assessorato al Turismo e Commercio della Città di Torino, dalla Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura – la stessa che a maggio promuove la Fiera Internazionale del Libro – e dai librai di Torino e provincia, rientra nel programma nazionale della Festa dei Lettori, coordinata dall’associazione Presidi del Libro.
L’assessore al Turismo e Commercio della Città di Torino Alessandro Altamura ha lodato l’iniziativa: «Con Portici di Carta Torino ha inaugurato una formula nuova. Non l’ennesimo festival che va ad aggiungersi a un panorama già sovrappopolato né un replay autunnale della Fiera del Libro del Lingotto, ma una festa del libro en plein air che vede protagonista una figura fondamentale nel volano di promozione della cultura nel nostro paese: i librai».

:: Omaggio a Truffaut

In .: V I N T A G E on 14 Settembre 2008 at 16:58
FANNY ARDANT E IL REGISTA FRANCESE

FANNY ARDANT E IL REGISTA FRANCESE

Scoprire qualcosa di nuovo sulla sua biografia o sui suoi film sembra proprio una missione impossibile. Su François Truffaut, scomparso prematuramente il 21 ottobre 1984, si è scritto forse più che su ogni altro regista francese.
A più di vent’anni dalla sua morte, Truffaut è omaggiato dalle cineteche di tutto il mondo e i suoi colleghi più giovani non smettono di citarlo. L’ultimo in ordine di tempo è il più amato dai giovani cinefili, il cinese Wong Kar Wai, che nel suo ultimo film 2046 , atteso da cinque anni sui nostri schermi, dice di aver voluto fare un omaggio al Truffaut de L’uomo che amava le donne.
Potenza dei classici, classici intesi non come pezzi ingessasti da museo, ma opere per dirla con Calvino, che provocano “incessantemente un pulviscolo di discorsi critici su di sé, ma continuamente se li scrolla(no) di dosso“.
La citazione letteraria potrebbe sembrare fuori luogo, se non fosse che una delle specialiste di Truffaut, Paola Malanga, paragona i film del regista francese alla grande tradizione letteraria dell’Ottocento: “le sue eroine sembrano uscite da un romanzo delle sorelle Bronte, la Fanny Ardant de La signora della porta accanto sembra la versione moderna di Anna Karenina. Nei suoi film senti scorrere la forza dei grandi sentimenti, quelli che tutti vorrebbero vivere e senti che sono raccontati senza banalizzazioni e senza mai essere cerebrali. Tanto da credere che quello che passa sullo schermo possa riguardarti da vicino“.
E questa osmosi tra schermo e vita, nel caso di Truffaut, si è spinta fino ad influenzare il linguaggio comune. I titoli più famosi dei suoi film sono diventati modi di dire, da Effetto Notte a Fahrenheit 451 , da Jules et Jim alla Signora della Porta Accanto , Truffaut si è persino intrufolato nel nostro linguaggio di tutti i giorni.
A sfatare il mito che su Truffaut non ci sia più molto da dire poi c’è il volume “François Truffaut: professione cinema” di Aldo Tassone, insigne critico nonché direttore della rassegna fiorentina France Cinéma.
Il volume che accompagnò la retrospettiva di France Cinéma del 2004, dedicata a Truffaut, raccoglie alcune interviste-fiume che Truffaut rilasciò tra il 1975 e il 1981. Pubblicare oggi quelle conversazioni in gran parte inedite, spiega Tassone, “ci è parso il modo più avvincente per rendere omaggio al tenero, discreto, appassionato, neoromantico autore di Jules et Jim , il poeta che ha fatto del cinema non solo una professione ma anche una religione“.
“François venerava Chaplin non meno di Renoir, Hitchcock, Rossellini («troppo intelligente per continuare a fare del cinema»), Hawks, Lubitsch; tra i moderni adorava sorpendentemente Fellini (la sua analisi del Casanova è di un’acutezza insuperabile), mentre ridimensionava Kubrick («un fotografo uscito dal politecnico») – spiega Tassone – Tra gli italiani – udite udite! – François amava anche Castellani, Visconti, Bellocchio, e non trascurava i “comici” (Risi, Age e Scarpelli, Gassman, Scola, Brusati), apprezzava Carmelo Bene e persino un film (in Francia) maledetto come La battaglia di Algeri di Pontecorvo. Aveva dei gusti molto eclettici, il nostro François. Sapevamo che in gioventù era fanatico di Renoir, Pagnol, Guitry, Cocteau, Ophuls, non sospettavamo che tra i francesi stimasse anche Carné, Clouzot, a suo tempo denigrati dalla Nouvelle Vague, il bistrattato (e grande) Sautet e persino il popolare Francis Veber”.
Insomma queste conversazioni promettono autentiche scoperte persino sull’uomo Truffaut, che a detta delle figlie era dotato di un senso dell’umorismo davvero invidiabile, che non perse neanche in punto di morte, stroncato da un cancro al cervello.
Ad un amico in lacrime che al suo capezzale gli chiedeva se avesse potuto fare qualcosa per lui, François in tono ironico rispose: “Prestami una pistola, te la rendo lunedì!“.

> PIC OF THE DAY: UN CUOCO A SARZANA

In .: C O T T O & M A N G I A T O, F E S T I V A L on 2 Settembre 2008 at 08:45
Carlo Cracco

Carlo Cracco

C’è chi pensa che la creatività sia un fatto astratto, quasi metafisico oppure cerebrale. Eppure al Festival della Mente di  Sarzana (29-31 agosto 2008) si ha proprio tutta un’altra impressione.
Si tocca quasi con mano, ci regala sensazioni, che di astratto hanno ben poco.
I creativi, siano essi filosofi o scrittori, di certo pensano, ma soprattutto si sporcano le mani, faticano. Fanno e disfano e rifanno, ci dicono. E tutti lavorano sodo.
E tra questa schiera di personaggi, non fa certo eccezione Carlo Cracco, cuoco di fama mondiale, proprietario del Cracco-Peck di Milano. Lui sì che per creare si sporca le mani, davvero.

E ci regala anche questa bella riflessione: “Se tu non ti senti le cose, significa che non ti appartengono e se non ti appartengono non potrai mai eccellere“.