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Archivio per Ottobre 2008

> QUANTUM OF SOLACE O CASINO ROYALE 2?

In .: C O T T O & M A N G I A T O, .: E' LA STAMPA BELLEZZA on 25 Ottobre 2008 at 17:26
il cast

Quantum of Solace: il cast

La puntata più corta e la più densa d’azione della serie di James Bond. Così la Bibbia del cinema “Variety” definisce Quantum of Solace.

Più che un nuovo capitolo stand alone della saga di 007, il film è un po’ il seguito di Casino Royale.
Che Bourne Identity abbia fatto scuola?

In Europa Quantum of Solace arriva il 31 ottobre.

> ARRIVA IN ITALIA “MAX PAYNE” E PASSA PRIMA DA LUCCA

In .: C O T T O & M A N G I A T O, F E S T I V A L on 22 Ottobre 2008 at 06:27
MarK Whalberg in "Max Payne"

MarK Whalberg

Ha appena fatto centro al Box Office americano, scalzando dal primo posto W di Oliver Stone. E’ Max Payne, diretto da John Moore (quello, Behind Enemy Lines – Dietro le linee nemiche) e interpretato da Mark Wahlberg (The Departed – il bene e il male). Da noi arriverà il 28 novembre, ma prima sarà proiettato in anteprima nazionale il 31 Ottobre a Lucca Comics & Games (dal 30 Ottobre al 2 Novembre 2008), il principale evento italiano dedicato al gioco, al videogioco e al fantastico.

Il film, tratto dall’omonimo videogioco, narra le peripezie di Max Payne, un detective della polizia di New York determinato a trovare le persone responsabili dei brutali omicidi della sua famiglia e del suo collega. In cerca di vendetta, la sua indagine ossessiva lo porta in un viaggio da incubo nei bassifondi più oscuri. Mentre il mistero si infittisce, Max è obbligato a combattere dei nemici sovrannaturali e fronteggiare un tradimento impensabile.

Insieme a Wahlberg, recita  Mila Kunis nei panni di Mona Sax, una bellissima mafiosa ed assassina russa.  Olga Kurylenko (che recita nell’imminente film di James Bond Quantum of Solace) è Natasha, la spericolata sorella minore di Mona, e Chris “Ludacris” Bridges il detective degli affari interni.

> SUL CORRIERONE LA CAPRIA SCRIVE SU MAGRIS

In .: E' LA STAMPA BELLEZZA on 21 Ottobre 2008 at 20:30
Claudio Magris

Claudio Magris

Garzanti giovedì porta in libreria una nuova raccolta di saggi di Claudio Magris. Si chiama “Alfabeti”. Ne parla in anteprima sul Corriere della Sera lo scrittore Raffaele La Capria.

Raccolti in quasi 500 pagine saggi e articoli usciti sul Corriere della Sera. “Il pensiero si fa racconto e le idee agiscono come fossero personaggi - scrive La Capria – è una cifra di scrittura che sa dare una forma organica anche a testi pensati per occasioni diverse“.

“E’ un libro indirettamente autobiografico, che ci parla di Magris attraverso i libri che Magris ha letto”.

martedì, 21 ottobre 2008

> UN CONTE DE NOEL: DA CANNES A FRANCE CINEMA

In F E S T I V A L on 20 Ottobre 2008 at 07:00
UN CONTE DE NOEL

UN CONTE DE NOEL

Uscirà sugli schermi italiani il 5 dicembre, distribuito dalla Bim. Sarà l’anteprima di punta del festival fiorentino FRANCE CINEMA (31 ottobre – 2 novembre 2008). E’ Conte de Noel di A. Desplechin con Anne Consigny, Hyppolite Girardot, Catherine Deneuve e Chiara Mastroianni.
resentato in concorso alla scorsa edizione del Festival di Cannes, il film narra di Abel e Junon Vuillard della loro famiglia. In principio la coppia aveva due figli: Joseph ed Elizabeth. Joseph si ammalò e si rese necessario un trapianto di midollo osseo. Né i genitori né Elizabeth erano compatibili. I genitori allora decisero di mettere al mondo un altro figlio. Ma anche il piccolo Henri non era compatibile e Joseph morì a 7 anni. Ad aiutarli a rielaborare la perdita del figlio, poi arriva Ivan, il quarto figlio. E fin qui la premessa.
Anni dopo Elizabeth, scrittrice teatrale di successo aiutò il fratello Henri, sull’orlo della bancarotta, ma a un patto: non avrebbe dovuto mai più presentarsi davanti a lei. Sono trascorsi altri anni e si avvicina il Natale, Junon apprende di essere stata colpita dallo stesso male di Joseph. Va cercato un donatore in famiglia: uno potrebbe essere Paul, il tormentato figlio adolescente di Elizabeth e l’altro proprio Henri che ha fatto la sua ricomparsa (invitato da Paul) insieme alla sua compagna del momento, l’ebrea Faunia. La famiglia si ritrova nella città di origine, Roubaix, ed Henri dovrà decidere se mettersi a disposizione per un trapianto che potrebbe salvare (ma anche uccidere) una madre che non ha mai amato.

Classe 1960, il cineasta francese non gode di grande notirietà in Italia, dove ultimamente il cinema d’oltralpe non viene molto distribuito. nei suoi film spesso sono indagati i rapporti familiari

::Il trailer in lingua originale::

lunedì, 20 ottobre, 2008

> DARYL HANNAH A CINEMAMBIENTE

In F E S T I V A L on 18 Ottobre 2008 at 15:30
Al centro Daryl Hannah al Museo del Cinema di Torino, tra Gaetano Capizzi e Alberto Barbera

Al centro Daryl Hannah al Museo del Cinema di Torino, tra Gaetano Capizzi e Alberto Barbera

La madrina di CinemAmbiente alterna la sua attività di attrice a quella di attivista per l’ambiente, come potete sbirciare dal  suo sito .

E’ la biondissima Daryl Hannah, che esordì nel 1978 in un film cult del genere horror, Fury di Brian de Palma. E da lì la sua carriera si è arricchita di altri cult: da Blade Runner (1982) a Splash – Una sirena a Manhattan (1984). Per poi approdare a particine minori nel cinema americano degli anni 90.

> SE ANCHE AL CINEMA SI PARLA DI ECOLOGIA

In F E S T I V A L on 18 Ottobre 2008 at 10:17
Nanni Moretti e Gaetano Capizzi

Nanni Moretti e Gaetano Capizzi

Torino d’autunno si trasforma in uno straordinario laboratorio cinematografico.
In attesa del prossimo appuntamento del Torino Film Festival, diretto da Nanni Moretti, sotto la Mole è tutto un via vai di registi e attori.
L’occasione è il festival CinemAmbiente, che ha aperto i battenti il 16 ottobre. Giunto alla 11ma edizione, il Festival è passato negli anni da manifestazione di nicchia a grande evento dell’autunno torinese, che spiana la strada a diverse manifestazioni culturali attese nel capoluogo subalpino. Quest’anno per di più, a due giorni dalla chiusura della kermesse, Torino dal 23 ottobre sarà ancora sotto i riflettori, degli ambientalisti e dei gourmet. Si apre infatti al Lingotto Slow Food. E si sa che Carlin Petrin riesce a trascinare nella periferica Torino folle di giornalisti da tutto il mondo.

Ma torniamo ai temi dell’ambiente in pellicola. Fondata e diretta da Gaetano Capizzi, la kermesse negli anni è cresciuta fino a diventare la manifestazione di punta italiana dedicata alle tematiche ambientali. Una sorta di laboratorio, che attraverso l’arte, ci aiuta a immaginare nuovi modelli di vita ecosostenibile. Quest’anno il tema dominante del festival è proprio l’ethical living, ovvero pratiche quotidiane di ecosostenibilità.
L’uomo, il suo rapporto con la natura, con i suoi simili e con gli elementi che fabbrica e coltiva quest’anno sono narrati attraverso una carrellata di 115 film, provenienti da 21 paesi. L’organizzazione del festival è stata affidata al Museo Nazionale del Cinema del capoluogo subalpino.
E quest’anno all’inaugurazione, gremitissima, ha anche fatto capolino Nanni Moretti, in città per dare le ultime pennellate e rifiniture al Torino Film Festival, che si inaugurerà tra un mesetto con Oliver Stone in carne ed ossa e la sua discussa pellicole “W”.
In occasione dell’Anno Polare Internazionale, il festival dedica particolare attenzione alle problematiche ambientali circumpolari, promuovendo un focus di approfondimento che vedrà protagonista il popolo Inuit, vittima e testimone dello stato di salute del pianeta.
Ad arricchire il programma di proiezioni e incontri anche un goccio di mondanità: il gruppo musicale Le Vibrazioni è in giuria. A tale proposito la giuria è presieduta da Leo Hickman, figura di riferimento dell’ambientalismo internazionale (che lunedì 20 ottobre al Circolo dei Lettori presenta il suo libro “Ultima chiamata, un invito al turismo sostenibile e intelligente“). Mentre a fare da madrina al festival c’è la diva hollywoodiana Daryl Hannah. In concorso poi si daranno battaglia molti tra i più importanti registi e documentaristi italiani: Silvio Soldini, Daniele Segre e Guido Chiesa, per citare qualche nome.
Uno dei personaggi più attesi al festival tuttavia per ora non è stato un regista, ma il torinese Luca Mercalli, il metereologo di Fabio Fazio a “Che tempo che fa”. Venerdì 17 ottobre il Museo regionale di Scienze Naturali nell’ambito della mostra “I tempi stanno cambiando” ha ospitato la conferenza “Tre secoli di osservazioni metereologiche a Torino” tenuta da Luca Mercalli.
Questo sabato invece è consacrato a Daryl Hannah, impegnata in prima linea sui temi dell’ecologia. L’attrice incontra il pubblico stasera al Cinema Massimo alle 20.30, dove prima della proiezione di Garbage, verranno presentati quattro video tratti dal sito personale dell’attrice DH Love Life. Si tratta di quattro esempi che ci mostrano un tratto inedito dell’attrice che divenne famosa con il fim “Una sirena a Manhattan”: Eviction un documento sul suo arresto per proteggere la comune verde di South Central Farm in California (compaiono nel video anche Joan Baez e Willie Nelson), Bike Culture filma un raduno di Critical Mass (il movimento di bikers che raduna per cause economiche e ambientaliste migliaia di persone in tutto il mondo), Rwanda racconta il suo viaggio in Africa in difesa dei gorilla, mentre Carbon Neutral è un’intervista allo scienziato ecologista David Suzuki che consiglia alcune buone pratiche fondamentali per la salvaguardia del pianeta.
Domenica 19 ottobre si comincia a partire dalle 16,30 con i documentari e i corti appartenenti alle tre categorie in concorso (concorso internazionale documentari, concorso documentari italiani e concorso cortometraggi d’animazione) tra i quali segnaliamo Staub (al cinema Massimo), un documentario tedesco molto originale sul tema della polvere che intervista medici, scienziati, ma anche maniaci della pulizia. Interviene il regista Hartmut Bitomsky.
Gli italiani presenti al festival invece toccheranno uno dei temi più attuali e scottanti, quello delle morti bianche. Viene proiettato Morire di Lavoro, cui segue un incontro con il regista Daniele Segre. Sul tema è in programma a seguire una tavola rotonda, che vede tra i relatori, insieme a Segre, Andrea Bajani, Antonio Boccuzzi, operario sopravvissuto al rogo della ThyssenKrupp, attualmente parlamentare; Libero De Rienzo regista e attore e la cantautrice Mariella Nava.
Stesso filone ovviamente la sera al Massimo con la visione del film ThyssenKrupp Blues, cui segue l’intervento dei registi Pietro Balla, Monica Repetto e il protagonista del film Carlo Marrapodi.

sabato, 18 ottobre 2008

> MOSTRE: EASY RIDER A PARIGI

In .: C O T T O & M A N G I A T O, .:C O L P O DI F U L M I N E on 14 Ottobre 2008 at 10:19
DENNIS HOPPER

DENNIS HOPPER

E’ il simbolo cinematografico della controcultura americana. E’ Dennis Hopper attore e regista, ricordato soprattutto per aver firmato Easy Rider.
A partire dal 15 ottobre 2008 la Cinématheque Française di Parigi rende omaggio a Hopper con la mostra “Dennis Hopper et la Nouvel Hollywood”.

La mostra ci farà scoprire un lato inedito di questo personaggio anticonformista. Per la prima volta infatti l’attore e regista californiano mostrerà la sua collezione privata di arte contemporanea, con pezzi di autori del calibro di Wharol e Rauschenberg.
Il catalogo della mostra, che chiuderà i battenti a gennaio 2009, si intitola “Dennis Hopper et le Nouvel Hollywood” (Flammmarion Skia / Cinémathèque Française) e contiene una lunga intervista a Dennis Hopper.

> STORIA DI UN PASSO A DUE

In .: C O T T O & M A N G I A T O, Uncategorized on 2 Ottobre 2008 at 14:48
Cinema e Danza di Francesca Rosso

Cinema e Danza di Francesca Rosso

Valzer, tanghi, numeri di tip tap, per arrivere allo scatenato can can di “Moulin Rouge” (2001). La storia del cinema è costellata di danze e balli di ogni genere. La danza in pellicola è soprattutto legata ad un genere cinematografico ben preciso, quello del Musical. Ma non solo, come spiega la giovane studiosa e giornalista Francesca Rosso in “Cinema e danza”, appena pubblicato da Utet.

Perché il cinema ama così tanto la danza? I motivi sono tanti. Anzitutto la danza porta con sé un sistema di valori e simboli immediatamente riconoscibili con significati ben precisi: piacere, sfida, seduzione, bellezza, aggressività, armonia.

E’ da qui che parte la Rosso nel ricostruire le tappe fondamentali della liason tra il mondo della danza e il grande schermo.
È a tutti gli effetti la storia di un passo a due: “dall’incontro fra cinema e danza nasce qualcosa di impensabile per le due arti separatamente, qualcosa di nuovo e straordinario, che si fonde armonicamente in un tutt’uno ma è anche in grado di evidenziare la peculiarità e l’unicità di ciascuno” si legge sulla quarta di copertina del libro.

> IL RITORNO DI ALESSANDRA CHIESA

In Uncategorized on 1 Ottobre 2008 at 08:27
Madre Indomita di Anna Antolisei

Madre Indomita di Anna Antolisei

E’ il terzo capitolo della saga del procuratore aggiunto della Repubblica del Tribunale di Torino, Alessandra Chiesa. Il titolo del romanzo, pubblicato dall’editore Fogola (che è anche una storica libreria di Torino), ha un che di retrò, ma la vicenda è ben radicata ai giorni nostri.

La “Madre Indomita” del titolo è al centro del caso su cui sta indagando la Chiesa, anche lei donna indomita, coraggiosa, pragmatica e dotata di un grande spirito di osservazione. Non a caso è parente alla lontana di Virginia Loeser, il personaggio a cui si riferisce il titolo.

La Loeser è una “madamin” della Torino bene, che, colpita da un grave lutto, innesca una catena di fatti che culminano nel suo omicidio.  E insomma ben prima della fine del libro la Loeser passa da osservata speciale a vittima. La donna ha perso il figlio ventenne, ufficialmente in un incidente in moto, ma in realtà a causa di una overdose. E costi quel costi, Virginia vuol sapere chi ha fornito al ragazzo la droga, che gli fu fatale. Il colpevole sembra nascondersi tra la schiera di amici del ragazzo, tutti figli di papà tra lo stralunato e il viziato. La signora Loeser non difetta di denari né di audacia: tanto che i genitori e i parenti di alto lignaggio dei rampolli, che vengono adeguatamente messi sotto torchio da alcuni scagnozzi assoldati dalla Loeser, decidono di rivolgersi alla polizia.

E la Chiesa dovrà dipanare la matassa dei fatti, in una Torino upper class, un po’ polverosa,  in cui avidità e vendetta si legano a doppio filo e in cui gli amici di vecchia data sono personaggi piuttosto inquietanti. I modi gentili ed educati non sempre bastano a nascondere gli abissi di avidità. Va a finire che spesso quelli che sembrano per lo meno i più coerenti ed umani sono un manipolo di delinquentelli di bassa lega, picchiatori di mestiere, ingaggiati dalla Loeser per dare una bella lezioncina agli amichetti del figlio, tanto per indurli a far saltare fuori il colpevole.

Insomma vien quasi da pensare meglio le bettole malfamate, che quel dedalo di saloni, corridoi e stucchi che è il Circolo del Whist, ultimo baluardo dell’aristocrazia sabauda, dove alla fine si annida l’unico colpevole del romanzo.

A dare manforte alla Chiesa, che questa volta per ovvi motivi di parentela non può seguire la vicenda in primissima linea, c’è il commissario in pensione Molino. Un vecchio poliziotto sornione che sa il fatto suo, e che ora invece di correre dietro ai malviventi, si è dato al modellismo. Nel suo buen retiro alle porte di Torino, Molino ricostruisce in miniatura le piazze.

E la Chiesa da abile affabulatrice e tessitrice saprà riportarlo in prima linea. Molino dal canto suo non è proprio un asso nell’arte della conversazione. E’ un uomo taciturno, meditabondo, ma per nulla distaccato. Anzi è capace di “penetrare con un solo sguardo nei recessi dell’animo umano”. Insomma un commissario quasi sciamano, talvolta con il fiato corto, perchè in passato sul campo ci ha lasciato un polmone.

L’assassino, come da tradizione, è un’insospettabile. Ovviamente visto il calibro dei personaggi coinvolti, le indagini arrivano sul tavolo del vicequestore Francesco Schwiller. La squadra di investigatori poi non sarebbe al completo se non si citassero ancora l’ispettore Devoti e l’ufficiale di polizia giudiziaria che lavora con Alessandra, il maresciallo dell’Arma Sante Rosi. Anche Rosi e Devoti sono cugini e la strana coppia incarna il superamento della storica rivalità tra poliziotti e carabinieri.

Tutti insieme riusciranno a risolvere un caso che parte con pochi indizi e parecchie zone d’ombra. E il mosaico prenderà forma proprio nel cuore di Torino, e per la gioia di Molino, verrebbe da dire, proprio in una piazza, piazza San Carlo per la precisione. Proprio mentre è in corso un comizio leghista, gli inquirenti fanno irruzione nell’inviolabile gotha della Torino che conta, il Circolo del Whist.

Questo e altri dettagli fanno dell’autrice del libro, Anna Antolisei,  una penna di rara ironia. Non è da tutti riuscire ad inanellare colpi di scena a catena e frecciatine ad una certa Torino paludata e autoreferenziale, il tutto amalgamato in un tessuto narrativo piacevole e intrigante. Notevole poi la galleria di personaggi che sfila pagina dopo pagina.