cesare pavese, giovanni arpino, giuliano soria, premio grinzane cavour
In F E S T I V A L on 29 Novembre 2008 at 11:16
Fino al 7 dicembre 2008 è di scena a Guadalajara la Fiera Internazionale del Libro, inauguratasi il 29 novembre. Al principale appuntamento culturale dell’America Latina, quest’anno il paese ospite è l’Italia.
L’Italia Ospite d’onore alla Fiera del libro di Guadalajara avrà come fulcro un vasto padiglione espositivo di 1500 mq finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico, progettato dall’ICE e caratterizzato da una grande libreria centrale con circa 3000 titoli di autori italiani e che fungerà da vetrina delle eccellenze culturali nazionali.
Il Padiglione Italia, in un apposito Caffè letterario, sarà anche la sede principale degli eventi legati al libro cha saranno il cuore di un articolato programma culturale: spettacoli teatrali, concerti, mostre, rassegne cinematografiche ed incontri accademici che invaderanno la città nelle sue sedi più importanti. La “festa italiana” a Guadalajara sarà animata da più di cento autorevoli esponenti delle nostre arti: autori, intellettuali e artisti italiani tra i più rappresentativi per ambiti, generi e generazioni, all’insegna dell’incontro con la cultura di lingua spagnola del continente Sudamericano.

Giovanni Arpino
Tra gli appuntamenti italiani alla Fiera messicana c’è la presentazione della prima edizione del Premio Grinzane Messico , che avrà luogo nel 2009 e si svolgerà in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Città del Messico.
La nuova iniziativa del Grinzane si ispira al modello già attivo presso altri paesi europei e latinoamericani, come il Premio Grinzane La Habana a Cuba, il Premio Grinzane Montevideo in Uruguay e il Premio Grinzane Diversi gli appuntamenti mondani e culturali per lanciare il nuovo premio: il Parco Culturale del Premio Grinzane Cavour per domenica 30 novembre e lunedì 1 dicembre alle ore 20,00, presso l’Hotel Hilton di Guadalajara, celebrerà la memoria di due grandi scrittori piemontesi, Giovanni Arpino (1927 – 1987) e Cesare Pavese (1908 – 1950), quest’ultimo nel centenario della nascita.
circolo dei lettori, einaudi, evelina santangelo, Senzaterra
In .: C O T T O & M A N G I A T O on 8 Novembre 2008 at 17:59

EVELINA SANTANGELO
Per Einaudi ha tradotto “Firmino” di Sam Savage, caso letterario della scorsa estate. Ma lei stessa è una scrittrice. Ora Evelina Santangelo, dopo essersi fatta le ossa tra traduzioni e racconti pubblicati sempre da Einaudi, presenta la sua terza prova da scrittrice.
La sua ultima fatica si intitola “Senzaterra” e martedì 11 novembre alle ore 18.00 presso il Circolo dei Lettori di Torino verrà presentata da un collega illustre: Diego De Silva.
Il libro nasce da una storia che l’autrice ha concepito per il cinema, e in particolare per il film “La Terramadre”, che è stato presentato al 58mo Festival del Cinema di Berlino.
Protagonista di questa storia, a metà tra cinema e letteratura, è Gaetano, un ragazzo di un remoto paese della Sicilia dove convivono riti arcaici e tracce di una modernità mal digerita.
Un paese sconciato dall’abusivismo e da tanti altri mali. Il padre di Gaetano, come molti suoi compaesani, è emigrato in Germania ed è operaio specializzato in una grossa azienda tedesca. L’uomo vorrebbe tirare fuori il figlio da quella palude in cui vive, ma …
Evelina Santangelo è nata a Palermo nel 1965. Presso Einaudi ha pubblicato nel 2000 la raccolta di racconti L’occhio cieco del mondo, i romanzi “La lucertola color smeraldo”, “Il giorno degli orsi volanti” e “Senzaterra”. Suoi racconti sono apparsi nelle antologie “Disertori”, “Ragazze che dovresti conoscere” (Einaudi, Stile libero), “Principesse azzurre 2″ (Oscar Mondadori) e “Deandreide” (Rizzoli Bur).
ALDO TASSONE, festival, FILM, France Cinéma, libri
In .: C O T T O & M A N G I A T O, F E S T I V A L on 1 Novembre 2008 at 17:28

Jean Gabin
Da qualche anno a questa parte, ogni volta che il direttore Aldo Tassone presenta la nuova edizione di France Cinéma di Firenze, lapidario dice: “E’ l’ultima edizione. Siamo stanchi e senza soldi“.
E anche questa volta non si smentisce, anche se in questi giorni ha aggiunto: “E’ veramente l’ultima“. I fan della prima ora dell’ottima rassegna fiorentina si augurano che la premiata ditta Aldo Tassone e Françoise Pieri, compagni di vita e fautori della più importante rassegna italiana (ma senz’ombra di dubbio anche europea) sul cinema d’oltralpe non chiudano bottega. Ma se lo faranno almeno si spera che non ci lascino orfani dei loro studi sul cinema francese. I cataloghi di France Cinéma negli anni si sono rivelati veri e propri pezzi da collezione. Anzi il nome catalogo rischia di sminuire di gran lunga queste pubblicazioni, dense di ricerche attentissime, di interviste inedite, sempre composte con uno stile accattivante e che ti inchioda alla pagina. Chi ama il cinema e l’ha studiato, sa quanto possono essere soporiferi i soloni della critica e i saggisti che scrivono sulla settima arte. Quindi Tassone e consorte rappresentano un delicato fiore nel deserto, un unicum nel panorama critico nazionale.
L’ultimo atto di France Cinéma va in scena come al solito a cavallo del ponte di Ognissanti a Firenze. Si apre il 31 ottobre per concludersi il 2 novembre 2008. Quest’anno la storica retrospettiva è dedicata ad un duo d’eccezione. Marcel Carné e Jacques Prévert, due giganti del cinema anni Trenta-Quaranta caduti da troppo tempo nel dimenticatoio. La retrospettiva rispolvera la memoria dei due personaggi, proponendo anche pellicole in Italia ancora inedite.
Non mancherà poi la carrellata dei film francesi della scorsa annata. Tra l’altro il cinema dei nostri vicini riesce a filtrare sempre meno sui nostri schermi. Eppure c’è una certa affinità di gusti in fatto di cinema tra italiani e francesi.
Si comincia con un’anteprima: Un conte de Noël, delirante cronaca familiare d’autore del geniale Arnaud Desplechin, che verrà distribuito da noi dalla Bim. Per continuare con una deliziosa commedia surreale: Le voyage aux Pyrénées dei fratelli Larrieu.
Faubourg ‘36 di Christophe Barratier è invece la pelicola che quasi fa trait d’union tra la sezione principale e la retrospettiva. Il film è infatti un emozionante ritratto della Francia del Fronte Popolare, affettuoso omaggio al grande cinema di Carné e Duvivier.