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Archivio per Gennaio 2009

>ITALIANI IN PELLICOLA

In .: C O T T O & M A N G I A T O, .: E' LA STAMPA BELLEZZA, F E S T I V A L on 25 Gennaio 2009 at 17:51

Carlo Verdone, protagonista di uno degli episodi di "Italians"

Carlo Verdone, protagonista di uno degli episodi di "Italians"

Questo week end sono di scena vizi e virtù degli italiani all’estero. Arriva infatti in 700 copie nei nostri cinema “Italians”, l’ultima fatica di Giovanni Veronesi.
Protagonisti della pellicola a episodi sui nostri connazionali sono Carlo Verdone, Sergio Castellitto e Riccardo Scamarcio. Cialtroni, disonesti, in cerca di avventure facili con le donne, ma che all’occorrenza sanno metter da parte i lati peggiori per tirare fuori il lato più umano ecco in due parole gli Italians di Veronesi. Una commedia targata Filmauro, che strizza l’occhio agli anni d’oro della commedia all’italiana.

E all’anteprima romana Veronesi non fa sconti agli italiani quelli veri. “Tra le varie tipologie di italiani - spiega – abbiamo scelto i più divertenti. Prima avevamo pensato a raccontare l’eccellenza, gente di successo, poi abbiamo preferito questi disgraziati, più adatti alla commedia. Ma girando per fare questo film vi assicuro che, specie in Russia, siamo stati fin troppo buoni con gli italiani. Molti sono più stravaganti dei nostri personaggi“.

Ma è Castellitto a invitare a non prendere il tema dell’italianità troppo sul serio:  “Siamo abbastanza straordinari e abbastanza indecenti, come diceva Leo Longanesi ‘buoni a nulla e capaci di tutto’. Ma è vero che all’estero ci apprezzano per i luoghi comuni: perciò Gomorra, che di luoghi comuni non ne ha, non è stato abbastanza capito. Ma non dimentichiamo che in Italians il riferimento ai nostri vizi e virtù è soprattutto cinematografico, rimanda alla commedia all’italiana. Sullo schermo non dovete cercare la commedia, non la sociologia“.

E Kezich su Corriere della Sera, che ospita la rubrica da cui è stato mutuato il titolo, plaude al film. Quando il cinema commerciale è anche di qualità …

***

E’ attesa per venerdì 6 febbraio la prima mondiale al Festival di Berlino (5-15 febbraio) del nuovo lavoro di Ermanno Olmi. Si intitola “Terra Madre”.

Realizzato con il sostegno del Ministero per i Beni Culturali, documentario e’ in programma quale Evento Speciale al Cinema Paris. Olmi traccia il proprio punto di vista sul tema del cibo e sulle implicazioni economiche, ecologiche, sociali che ne derivano. “Terra Madre” è prodotto dalla Cineteca di Bologna e Itc Movie.

>”WILLY MELODIA”, IL FORREST GUMP DELLA MAFIA

In .:C O L P O DI F U L M I N E on 16 Gennaio 2009 at 06:00
L'ultimo romanzo di Alfio Caruso

L'ultimo romanzo di Alfio Caruso

Fin dalle prime pagine si capisce che la quarta di copertina non mente. “Storie così non se ne fanno più” si legge. E in effetti “Willy Melodia” mantiene quanto promette.
A popolare le ben cinquecento pagine di “Willy Melodia” ci sono gangster e malavita, tra la Sicilia e gli Stati Uniti, ma non è la solita storia di “ammazzatine” e traffici illegali. “Willy Melodia” è il racconto delle traversie, degli amorazzi sgangherati alla mordi e fuggi, di fallimenti e di colpi di fortuna di un malandrino, attaccato alla vita. E’ la cronaca di un grande talento che nella miseria della Sicilia prima e poi della puzzolente Chicago degli anni Trenta e ancora a “Nuovaiocche” va quasi sprecato.

Dietro Willy Melodia, che potrebbe essere un grande personaggio da film, se solo qualche regista o produttore se ne accorgesse, c’è il talento narrativo di Alfio Caruso. Una penna degna del James Ellroy di “American Tabloid” (1995). E infatti Caruso, un po’ alla maniera di Ellroy, ci racconta la storia del Novecento “dal buco della serratura” come ama dire lui stesso, e cioè attraverso le peripezie di Guglielmo Melodia, nato a Catania a inizio secolo ed emigrato suo malgrado negli Stati Uniti.

Ebbene sì – ammette Caruso – amo molto Ellroy e ho imparato da lui il gioco di raccontare la grande storia contemporanea attraverso le vicende di personaggi che non sono nessuno. Del resto la storia come sfondo di vicende più umane era una carta che mi ero già giocato in un altro precedente libro intitolato ‘L’uomo senza storia’“.
E va aggiunto che il gusto per la prospettiva storica ha sempre accompagnato quasi tutta la bibliografia di Alfio Caruso, che ha al suo attivo, tra le altre cose, una monumentale storia della mafia “Da cosa nasce cosa” (Longanesi), giunta ormai all’ottava edizione.

Ma guai a chiamare Caruso uno storico. “No, storico mi sembra eccessivo – si schermisce l’autore – Gli storici hanno le cattedre all’Università. Mi sento più un divulgatore. Ho avuto la fortuna e il privilegio di lavorare accanto al divulgatore per eccellenza della nostra Italia, cioé Indro Montanelli“.

E la sua storia della mafia, vista dalla prospettiva di quest’ultima, che vive di continue ristampe, nacque quasi per scherzo anni fa a casa di una collega giornalista. Fu Mario Spagnol, patron della Longanesi, a lanciare l’idea: “mi propose di scrivere ‘Da Cosa nasce Cosa’ a casa di Fiorella Minervino, all’epoca giornalista del Corriere della Sera, dove eravamo riuniti per festeggiare la biografia di Sciascia (“Il maestro di Regalpetra”) scritta da Matteo Collura” racconta Caruso.
Ma torniamo a “Willy Melodia” che è invece il primo romanzo che Caruso pubblica per Einaudi. Merito dell’editor Paola Gallo della maison Einaudi che sembra abbia corteggiato a lungo il volume e che si è già aggiudicata un seguito, come si comprende dalle battute finali del romanzo.
Lo scrittore con abili pennellate ci fa rivivere la Catania di inizio secolo, la centralissima Via Etnea, “il solito trionfo dell’apparenza: tanti niente mescolati con nessuno, che si credono chissaché“. Del resto anche l’autore è nato a Catania, e nel libro ha ricostruito la sua città natale com’era ad inizio secolo, con dedizione filologica, grazie ad “alcuni antichi e sperimentati amici” come si legge nei ringraziamenti, come Francesco Terracina, Carmelo Volpe. E anche grazie alla collaborazione del cattedratico di Palermo Giovanni Ruffino, esperto dialettologo.
Il romanzo è un lungo flashback. Il protagonista ultranovantenne ricorda le sue peripezie: la scoperta da ragazzino a Catania di avere il cosiddetto orecchio assoluto che gli permette di riprodurre con facilità la musica ascoltata. E’ quello il dono che lo salva da un destino già segnato, e tanto temuto, quello di entrare in seminario e diventare prete. Allora le famiglie erano numerose, le bocche da sfamare tante e su ciò che si doveva fare da grandi i genitori non andavano tanto per il sottile.

A salvare Melodia, un destino quasi scritto nel nome, è quindi la musica. Diventa pianista di feste private e poi passa al soldo del più elegante bordello di Catania, dove allarga le sue conoscenze non solo in fatto di repertorio musicale, e infine diventa il pianista del San Carlo di Taormina, un prestigioso hotel di lusso frequentato da stranieri, che dalla descrizione non può non ricordare l’Hotel San Domenico di Taormina.
Sembrerebbe ormai arrivato. E’ l’unico in famiglia, infatti, che può vantare un libretto postale su cui ci siano quasi 1000 lire. Eppure qualcosa va storto. Suo malgrado viene coinvolto in un regolamento di conti di mafia e in quattro e quattr’otto si ritrova su una nave, quasi spedito come un pacco postale in America. L’America che per quasi tutti i passeggeri della nave è un nome denso di promesse, rappresenta la svolta, per lui è un nome amaro, che sa di esilio e di punizione.

Insomma, come si legge nel romanzo, la vita non è mai poi così facile e alla fine ti presenta sempre il conto.
E l’America non solo gli cambierà il nome in Willy, ma lo legherà al mondo di Lucky Luciano, Frank Costello, Vito Genovese, i “comparuzzi” che si “cavavano ogni sfizio, guadagnavano milioni a palate, si facevano baciare il culo dai politici, dai procuratori, dagli industriali, dalle belle donne“. “Non erano bravi ragazzi” ci dice Willy Melodia nel suo prologo al lungo flash back di cui è protagonista. “Avevano fretta di fare i piccioli e quindi non avevano tempo per la buona educazione“. Del resto l’unica scuola che avevano frequentato era la strada, una scuola che però ti fa venire “le palle che arrivano fino a terra” e che “spazzavano la polvere dai marciapiedi”, non a caso questi “costringevano l’amministrazione Roosvelt a scendere a patti” per intenderci. Gli unici personaggi positivi e grintosi di questo romanzo sono le donne, le donne che danno la vita, che come la mamma di Melodia ti fanno sognare raccontandoti di avventure dei paladini francesi, oppure come la diciassettenne Rosa che affronta da sola il viaggio per l’America per incoronare il suo sogno di modista e altre figure che alla fine saranno anche la salvezza del protagonista.
Insomma come dice lo stesso Caruso, Willy Melodia è una sorta di Forrest Gump della mafia. Melodia è un personaggio sgangherato, benedetto dalla sorte, ma che cerca sempre di arrangiarsi alla bell’ e meglio invece che coltivare le proprie attitudini. “E’ un po’ la metafora di un vecchio vizio italico“, conclude l’autore.

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Titolo: Willy Melodia
Autore: Caruso Alfio
Prezzo: € 19,50
Pagine: 505 p.
Editore: Einaudi

16 gennaio, 2009

>AL FESTIVAL DI ROMA E’ IN ARRIVO UNA DIRETTRICE

In .: C O T T O & M A N G I A T O, F E S T I V A L on 15 Gennaio 2009 at 19:53

Piera Detassis, la nuova direttrice del festival di Roma

Piera Detassis, la nuova direttrice del festival di Roma

Piera Detassis, storica direttrice del mensile “Ciak”,  è il nuovo direttore artistico del Festival Internazionale del Film di Roma, mentre il produttore Roberto Cicutto dirigerà il Mercato Internazionale del Film.
Li ha nominati  il consiglio di amministrazione della Fondazione Cinema per Roma, su proposta di Gian Luigi Rondi.

Accanto alla neo direttrice, è prevista una commissione di esperti.
Confermati quindi  Mario Sesti per “L’altro cinema” e Gianluca Giannelli per “Alice nella città”.
Gli eventi speciali, gli omaggi, gli incontri ed eventualmente le mostre saranno gestiti dal direttore generale, Francesca Via, d’intesa con il presidente.

15 gennaio, 2009

>VENTICINQUE CANDELINE PER IL LUMIERE DI BOLOGNA

In .: C O T T O & M A N G I A T O on 15 Gennaio 2009 at 19:44

Un quarto di secolo per la sala della Cineteca di Bologna

Un quarto di secolo per la sala della Cineteca di Bologna

La più longeva tra le sale italiane gestite da una Cineteca raggiunge l’invidiabile traguardo dei 25 anni di attività. E’ il cinema Lumiere della Cineteca di Bologna.

Era il 17 gennaio dell’84 quando il Lumiere aprì i battenti in via Pietralata 55, nel cuore del Pratello. Oggi il Lumiere si trova in via Azzo Gardino 65. Correva infatti l’anno 2003 quando il Lumiere raddoppia gli schermi e trasloca nell’attuale sede.

Per festeggiare il primo quarto di secolo, il 17 gennaio a Bologna ci saranno diverse iniziative. Alle 16 si parte con la proiezione in versione originale di “Missing” di Constantin Costa-Gavras, regista nonché attuale presidente della Cinémathèque Française. Si prosegue alle 21 con l’anteprima di “Milk” l’atteso film di Gus Van Sant interpretato da Sean Penn, distribuito da Bim, per terminare con il taglio della torta di compleanno, allietato dalle note di famose colonne sonore che si diffonderanno per tutta la Biblioteca Renzo Renzi. La storia del Cinema Lumière sarà ripercorsa attraverso le immagini fotografiche di alcune delle numerose personalità artistiche e culturali nazionali e internazionali che sono passate di qui nel corso degli anni: la mostra fotografica “Passaggio al Lumière” è allestita a cura dell’Archivio fotografico.

Un anniversario che cade al termine di un’annata particolarmente brillante: il 2008 ha registrato un +11% di presenze e un incremento del 3,5% dell’incasso lordo complessivo rispetto al 2007.

15 gennaio 2009

>GOLDEN GLOBE: THE MILLIONAIRE ASSO PIGLIATUTTO

In Uncategorized on 13 Gennaio 2009 at 06:32

Danny Boyle, il regista di "The Millionaire"

Danny Boyle, il regista di "The Millionaire"

Quella dei Golden Globe non si può dire certo che sia stata la notte dei divi. E men che meno si può affermare che le previsioni ci abbiano azzeccato. A questo va aggiunto che è stata una nottataccia per l’Italia. Il lanciatissimo “Gomorra”, per quanto sia stato persino lodato e lanciato negli States da un mentore come Martin Scorsese, non ce l’ha fatta. La stampa straniera ha assegnato il Golden Globe per il miglior film straniero al film d’animazione drammatico “Valzer con Bashir” di Ari Folman, dedicato alla guerra in Libano e al massacro di Sabra e Chatila. Qualcuno dice che i fatti di questi giorni abbiano pesato non poco. Resta il fatto che il cartoon presentato a Cannes, già dalla prima ora rappresentava un osso duro da battere per Gomorra.

A fare incetta dei celebri Globi è stato un po’ a sorpresa “The Millionaire” di Danny Boyle, che si è pure portato a casa il Golden Globe per la migliore regia. Il film ha poi conquistato i Golden Globe per il miglior film drammatico, per la migliore sceneggiatura e per la migliore colonna sonora. E se i Golden Globe, come è noto, spianano la strada alla notte degli Oscar, possiamo dire che Danny Boyle abbia tra le mani un pezioso passpartout per l’ambito riconoscimento del 22 febbraio prossimo. “La vostra pazza e pulsante ammirazione per il nostro film é davvero importante per noi, davvero importante perché è stato un film realizzato con il cuore e mai ci saremmo aspettati di trovarci qui questa sera”, ha detto il regista inglese Danny Boyle (Trainspotting), visibilmente emozionato.

E se The Millionaire segna il ritorno di Danny Boyle sotto i riflettori, un altro ritorno alla ribalta è quello di Kate Winslet, che ha fato il colpo gobbo, portandosi  a casa una doppietta: migliore attrice drammatica protagonista e non protagonista, rispettivamente per “Revolutionary road” e “The readers”. Atro ritorno alla ribalta con tanto di ovazione è stato quello di Mickey Rourke, che ha vinto il globo come migliore attore per il ruolo in The Wrestler: “La strada per ritornare è stata molto lunga”, ha detto l’attore che ha avuto più di un problema a Hollywood con alcol e droga. Il film ha anche vinto per la migliore canzone, firmata da Bruce Springsteen.

L’unico pronostico che non è stato smentito dalle circostanze è stato quello del Golden Globe a Heath Ledger, scomparso lo scorso gennaio per un’overdose di farmaci. A lui è andato il riconoscimento postumo come migliore attore non protagonista per la parte di Jocker nel Batman di Christopher Nolan, che ha ritirato il premio.

Tra gli sfavoriti che hanno vinto ci sono ancora: Colin Farrell, migliore attore protagonista non drammatico  per In Bruge, mentre l’equivalente femminile è andato a a Sally Hawkins per Happy-Go-Lucky di Mike Leigh.

Wall-e, film, della Pixar, come previsto, ha vinto il globo per il migliore film animato. Rimasti a bocca asciutta invece i divi più famosi del firmamento hollywoodiano: Leonardo Di Caprio, Sean Penn, Dustin Hoffman, Brad Pitt, Tom Cruise e Sean Penn a Meryl Streep, Angelina Jolie, Anne Hataway, Emma Thompson e Penelope Cruz.

13 gennaio 2009

> E’ L’ORA DEI GOLDEN GLOBE

In .: C O T T O & M A N G I A T O on 10 Gennaio 2009 at 10:55
Il premio assegnato dalla Hollywood Foreign Press

Il premio assegnato dalla Hollywood Foreign Press

Di carne al fuoco ce n’è parecchia per quest’edizione dei Golden Globe, i riconoscimenti assegnati ogni anno dall’ Hollywood Foreign Press Association.

L’anno scorso i Golden Globe erano andati in scena in tono minore e tra le polemiche per lo sciopero degli sceneggiatori. Quest’anno invece tornano i tappeti rossi e il glamour. C’è chi scommette che sarà l’anno del Golden Globe postumo di Heath Ledger (“Batman”).  Altri scommettono sui cavalli di razza come  Sean Penn o  Meryl Streep. Noi italiani invece tifiamo per il Golden Globe a “Gomorra”.
Il film di Matteo Garrone, tratto dal libro di Roberto Saviano se la vede con altri tre film europei – il tedesco  “The Baader Meinhof Complex”, lo svedese “Everlasting Moments” e il francese “Il y a longtemps que je t’aime”. Anche se la pellicola che potrebbe strappare l’ambito riconoscimento a Garrone è il  cartoon israeliano, appena approdato in Italia, “Waltz with Bashir”. Insomma le due pellicole più papabili per il Golden Globe straniero, sono entrambe di impegno civile.

La corsa per il miglior film invece vede schierati “Il curioso caso di Benjamin Button”, “Frost/Nixon”, “The Reader”, “Revolutionary Road” e “Slumdog Millionaire”. Nessuna nomination per  “Gran Torino” di Clint Eastwood, pellicola data per favorita agli Oscar. “The Reader” e “Revolutionary Road” condividono l’attrice. Si tratta di  Kate Winslet, che per entrambi i ruoli ha guadagnato una candidatura come migliore attrice (per le categorie protagonista di un film drammatico per “Revolutionary Road” e non protagonista per “The Reader”). Un grande ritorno per un’attrice che dopo i fasti di “Titanic” non aveva trovato una sua collocazione precisa, come invece aveva saputo fare il suo partner cinematografico Leonardo Di Caprio. E la coppia di Titanic si ricongiunge sul set di “Revolutionary Road”,  che racconta la crisi di una coppia borghese degli anni Cinquanta.  “The Reader” invece è la storia di una ex aguzzina nazista alle prese con il suo passato.

Ma la Winslet non è la sola ad avere collezionato una doppia candidatura.  Meryl Streep è in lizza con il drammatico “Doubt” e con il musical “Mamma Mia”. Le altre attrici:  Angelina Jolie per “Changeling”, il film diretto da Eastwood sul rapimento di un bambino nella Los Angeles degli anni Trenta, Kristin Scott Thomas per “Ti amero’ per sempre” e Anne Hathaway, per “Rachel Getting Married”. A contendergli il premio ci saranno Tom Cruise e Robert Downey Jr. per Tropic Thunder, Ray Fiennes per The Duchess e Philip Seymour Hoffman per Doubt.

Tra gli uomini in corsa per il mitico globo,  oltre a Di Caprio, anche Frank Langella per “Frost/Nixon”, Sean Penn per “Milk”, Brad Pitt per “The Curious Case of Benjamin Button” e Mickey Rouke per “The Wrestler”, gia’ premiato alLido. Fra le commedie e musical “Burn After Reading” dei fratelli Coen, “La felicita’ porta fortuna”, “In Bruges”, il musical “Mamma Mia!” e l’ultimo film di Woody Allen “Vicky Cristina Barcelona” grazie al quale Javier Bardem e Rebecca Hall hanno ottenuto una candidatura nelle rispettive categorie (migliore attore e migliore attrice comici), mentre Penelope Cruz è stata candidata fra le non protagoniste.

La Hall dovrà vedersela, oltre che con Meryl Streep, con Sally Hawkins per “La felicita’ porta fortuna”, Frances McDormand per “Burn After Reading” e Emma Thompson per “Last Chance Harvey”, produzione inglese che è valsa una candidatura fra gli attori brillanti anche a Dustin Hoffman.

10 gennaio 2009

> SE GOMORRA PARLA INGLESE

In Uncategorized on 8 Gennaio 2009 at 05:00

gomorraIl film “Gomorra”, che l’Italia ha presentato nella corsa agli Oscar, ha un nuovo sostenitore di spicco. Secondo quanto riferisce l’Ansa, tra i fan della pellicola c’è il cineasta Martin Scorsese. “Ammiro la brutalità di questa pellicola – ha detto Scorsese – e la devozione di Matteo Garrone e di tutto il cast nella ricerca di una terribile verità”.

Il film, tratto dal libro di Saviano, uscirà nelle sale americane tra poco più di un mese, per l’esattezza il 13 febbraio con il titolo internazionale “Gomorrah”. Nei crediti comparirà la scritta ‘Martin Scorsese presenta’.

Intanto la pellicola si è imposta anche in Inghilterra. “Gomorra” ha ricevuto, infatti, la nomination per i Bafta (British Academy of Film and Television Arts), gli Oscar inglesi, la cui cerimonia ufficiale è prevista l’8 febbraio 2009.

Con buona pace del capitano della nazionale di calcio, Cannavaro, che ieri ha sparato a zero sul film e sulla cattiva immagine che restituisce dell’Italia.

> CAMBIO DI DIRETTORE E DI LOCATION PER “CARTOONS ON THE BAY”

In .: C O T T O & M A N G I A T O, F E S T I V A L on 7 Gennaio 2009 at 17:38
Roberto Genovesi, neo direttore di Cartoons on the bay

Roberto Genovesi, neo direttore di Cartoons on the bay

La tredicesima edizione di “Cartoons on the bay” sarà all’insegna del cambiamento.
Trasloca infatti nel Golfo del Tigullio la celebre rassegna dedicata al mondo dell’animazione. L’edizione 2009 della kermesse si svolgerà tra Rapallo e Portofino dal 2 al 5 aprile 2009.

E la poltrona di direttore, da anni occupata da Alfio Bastiancich, da quest’anno sarà affidata a Roberto Genovesi. Giornalista professionista, scrittore, sceneggiatore di fumetti e cartoni animati, autore televisivo ed esperto di narrativa fantastica e videogiochi, Genovesi, ricopre anche la carica vice responsabile di RaiSat Ragazzi e coordinatore editoriale di Rai Gulp.

Il neodirettore di “Cartoons on the bay” ha commentato: “L’impegno è quello di portare nella splendida cornice del Tigullio un Festival che, come da tradizione e nello spirito di servizio pubblico della Rai, sia punto di riferimento per autori, produttori, distributori e responsabili televisivi, con una apertura fondamentale alle declinazioni dell’animazione sulle nuove piattaforme tecnologiche“. E promette: “Forte sarà l’attenzione all’animazione interattiva e multimediale”.

> FUENTES, PAZ E I DUE TAIBO: ALLA RISCOPERTA DEL MESSICO

In .: E' LA STAMPA BELLEZZA on 2 Gennaio 2009 at 18:17

messico-21 E’ Dacia Maraini sul Corrierone di oggi (2 gennaio 2009) a puntare l’attenzione sugli scrittori Messicani.

I messicani sono più di cento milioni eppure nel panorama letterario ed editoriale i romanzieri e saggisti messicani sono etichettati come minoritari.

Del Messico qualcuno conosce il saggista Carlos Fuentes, che ha ricevuto in Italia il prestigioso premio Grinzane Cavour – scrive la Maraini – ma quanti hanno letto Juan Rulfo o Roberto Gomez Bolanos, o Guillermo Arriaga, o i due Paco Ignacio Taibo, o Angeles Mastretta o Octavio Paz o Fernando Vallejo o Laura Esquivel?”.

Ecco in poche righe una piccola biblioteca per accostarsi alla letteratura messicana. La Maraini inoltre oltre a consigliare degli scrittori, si spinge oltre. “Gli italiani stanno diventando un popolo di viaggiatori” e un viaggiatore che sia degno di questo nome, quando decide di visitare un paese non può sottrarsi dal leggere i suoi romanzieri. Il motivo? “Perché essi sanno raccontare molto di più e in profondità di qualsiasi guida, anche la più aggiornata e sofisticata”.

I romanzi dunque sono i migliori narratori di un paese.

Se siete dunque in partenza per il Messico, Maraini consiglia “Fuga, ferro e fuoco” di Paco Ignazio Taibo I, edito da Tropea, ma anche “Strappami la vita” di Angeles Mastretta. Basterebbero questi due libri per capire qualcosa del Messico di ieri e di oggi”.