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Archivio per la categoria ‘Uncategorized’

>”QUANDO NINA SIMONE HA SMESSO DI CANTARE”

In .: C O T T O & M A N G I A T O, .:C O L P O DI S O N N O, Uncategorized on 31 Marzo 2009 at 14:10
Il romanzo, che prende le mosse da uno spettacolo teatrale che fu la rivelazione del festival di Avignone del 2007, è una sorta di biografia di Darina Al-Joundi.

Il romanzo, che prende le mosse da uno spettacolo teatrale che fu la rivelazione del festival di Avignone del 2007, è una sorta di biografia di Darina Al-Joundi.

Harold Bloom, il decano della critica letteraria, in una recente intervista rilasciata al Corriere della Sera, dice: “La letteratura è un’epifania individuale e non deve avere alcuna valenza di riscatto socio-politico”. E continua prendendosela con l’ideologia del ’68, che a suo dire avrebbe distrutto l’estetica: oggi “basta essere un’esquimese lesbica per valere di più come scrittore”.
Se condividete le tesi di Bloom, allora è probabile che “Quando Nina Simone ha smesso di cantare” non diventerà uno dei vostri romanzi prediletti.
Scritto a quattro mani da Darina Al-Joundi e Mohamed Kacimi, il volume è stato portato nelle librerie da Einaudi.
Il romanzo, che prende le mosse da uno spettacolo teatrale che fu la rivelazione del festival di Avignone del 2007, è una sorta di biografia di Darina Al-Joundi. Classe 1968, Darina è una donna giovane e bella, troppo libera e spregiudicata per vivere a Beirut. Figlia di Assim, un intellettuale laico siriano, che però nel libro a volte si contraddistingue di più per la sua dedizione all’alcool, al poker e al jazz, viene tirata su alla larga dal Corano e dalle tradizioni che questo comporta, in una Beirut squassata dalla guerra civile.
L’educazione cosmopolita e anticonformista tuttavia non la metterà al riparo da mariti maneschi e da altre iatture, che Darina racconta con dovizia di particolari adatti a stomaci forti. Non mancano gli eccessi e un impulso autodistruttivo, alimentato certamente dal contesto storico particolarmente difficile in cui si trovò a vivere la protagonista da adolescente.
Il libro è un lungo flash back, che parte dalla morte del padre, figura venerata e amata. La protagonista irrompe nella stanza in cui viene vegliata la salma del genitore, al grido di “Basta con quel maledetto Corano”. Darina toglie la cassetta del Corano e al suo posto mette su “Save me” di Nina Simone. Un gesto da cui parte tutto il romanzo e che porterà ad un epilogo davvero tragico.
E’ da qui che parte il rabbioso resoconto di Darina, della sua infanzia, della sua gioventù bruciata sotto i bombardamenti di Beirut e del suo epilogo in un manicomio, dove l’unico modo che ha per sopravvivere è fingersi pazza e scrivere su fogli immaginari la sua storia. Una storia segnata dalla guerra, in una Beirut che sembra un girone infernale, in cui i giovani pur di sentirsi vivi paradossalmente flirtano con la morte.
Darina oggi vive a Parigi e gira l’Europa con il suo monologo teatrale, da cui prende le mosse il romanzo. Sicuramente, viste le critiche osannanti dei quotidiani d’oltralpe “Quando Nina Simone smise di cantare” deve essere un grande spettacolo, di cui forse non si sentiva la necessità di un romanzo. Insomma, tornando all’autore del “Canone Occidentale”, come dare torto al vecchio Bloom, quando dice, sempre sulle colonne del Corrierone: “Se un lavoro non possiede splendore estetico, forza cognitiva e autentica originalità, non vale la pena leggerlo”.

31 marzo 2009

>GOLDEN GLOBE: THE MILLIONAIRE ASSO PIGLIATUTTO

In Uncategorized on 13 Gennaio 2009 at 06:32

Danny Boyle, il regista di "The Millionaire"

Danny Boyle, il regista di "The Millionaire"

Quella dei Golden Globe non si può dire certo che sia stata la notte dei divi. E men che meno si può affermare che le previsioni ci abbiano azzeccato. A questo va aggiunto che è stata una nottataccia per l’Italia. Il lanciatissimo “Gomorra”, per quanto sia stato persino lodato e lanciato negli States da un mentore come Martin Scorsese, non ce l’ha fatta. La stampa straniera ha assegnato il Golden Globe per il miglior film straniero al film d’animazione drammatico “Valzer con Bashir” di Ari Folman, dedicato alla guerra in Libano e al massacro di Sabra e Chatila. Qualcuno dice che i fatti di questi giorni abbiano pesato non poco. Resta il fatto che il cartoon presentato a Cannes, già dalla prima ora rappresentava un osso duro da battere per Gomorra.

A fare incetta dei celebri Globi è stato un po’ a sorpresa “The Millionaire” di Danny Boyle, che si è pure portato a casa il Golden Globe per la migliore regia. Il film ha poi conquistato i Golden Globe per il miglior film drammatico, per la migliore sceneggiatura e per la migliore colonna sonora. E se i Golden Globe, come è noto, spianano la strada alla notte degli Oscar, possiamo dire che Danny Boyle abbia tra le mani un pezioso passpartout per l’ambito riconoscimento del 22 febbraio prossimo. “La vostra pazza e pulsante ammirazione per il nostro film é davvero importante per noi, davvero importante perché è stato un film realizzato con il cuore e mai ci saremmo aspettati di trovarci qui questa sera”, ha detto il regista inglese Danny Boyle (Trainspotting), visibilmente emozionato.

E se The Millionaire segna il ritorno di Danny Boyle sotto i riflettori, un altro ritorno alla ribalta è quello di Kate Winslet, che ha fato il colpo gobbo, portandosi  a casa una doppietta: migliore attrice drammatica protagonista e non protagonista, rispettivamente per “Revolutionary road” e “The readers”. Atro ritorno alla ribalta con tanto di ovazione è stato quello di Mickey Rourke, che ha vinto il globo come migliore attore per il ruolo in The Wrestler: “La strada per ritornare è stata molto lunga”, ha detto l’attore che ha avuto più di un problema a Hollywood con alcol e droga. Il film ha anche vinto per la migliore canzone, firmata da Bruce Springsteen.

L’unico pronostico che non è stato smentito dalle circostanze è stato quello del Golden Globe a Heath Ledger, scomparso lo scorso gennaio per un’overdose di farmaci. A lui è andato il riconoscimento postumo come migliore attore non protagonista per la parte di Jocker nel Batman di Christopher Nolan, che ha ritirato il premio.

Tra gli sfavoriti che hanno vinto ci sono ancora: Colin Farrell, migliore attore protagonista non drammatico  per In Bruge, mentre l’equivalente femminile è andato a a Sally Hawkins per Happy-Go-Lucky di Mike Leigh.

Wall-e, film, della Pixar, come previsto, ha vinto il globo per il migliore film animato. Rimasti a bocca asciutta invece i divi più famosi del firmamento hollywoodiano: Leonardo Di Caprio, Sean Penn, Dustin Hoffman, Brad Pitt, Tom Cruise e Sean Penn a Meryl Streep, Angelina Jolie, Anne Hataway, Emma Thompson e Penelope Cruz.

13 gennaio 2009

> SE GOMORRA PARLA INGLESE

In Uncategorized on 8 Gennaio 2009 at 05:00

gomorraIl film “Gomorra”, che l’Italia ha presentato nella corsa agli Oscar, ha un nuovo sostenitore di spicco. Secondo quanto riferisce l’Ansa, tra i fan della pellicola c’è il cineasta Martin Scorsese. “Ammiro la brutalità di questa pellicola – ha detto Scorsese – e la devozione di Matteo Garrone e di tutto il cast nella ricerca di una terribile verità”.

Il film, tratto dal libro di Saviano, uscirà nelle sale americane tra poco più di un mese, per l’esattezza il 13 febbraio con il titolo internazionale “Gomorrah”. Nei crediti comparirà la scritta ‘Martin Scorsese presenta’.

Intanto la pellicola si è imposta anche in Inghilterra. “Gomorra” ha ricevuto, infatti, la nomination per i Bafta (British Academy of Film and Television Arts), gli Oscar inglesi, la cui cerimonia ufficiale è prevista l’8 febbraio 2009.

Con buona pace del capitano della nazionale di calcio, Cannavaro, che ieri ha sparato a zero sul film e sulla cattiva immagine che restituisce dell’Italia.

> STORIA DI UN PASSO A DUE

In .: C O T T O & M A N G I A T O, Uncategorized on 2 Ottobre 2008 at 14:48
Cinema e Danza di Francesca Rosso

Cinema e Danza di Francesca Rosso

Valzer, tanghi, numeri di tip tap, per arrivere allo scatenato can can di “Moulin Rouge” (2001). La storia del cinema è costellata di danze e balli di ogni genere. La danza in pellicola è soprattutto legata ad un genere cinematografico ben preciso, quello del Musical. Ma non solo, come spiega la giovane studiosa e giornalista Francesca Rosso in “Cinema e danza”, appena pubblicato da Utet.

Perché il cinema ama così tanto la danza? I motivi sono tanti. Anzitutto la danza porta con sé un sistema di valori e simboli immediatamente riconoscibili con significati ben precisi: piacere, sfida, seduzione, bellezza, aggressività, armonia.

E’ da qui che parte la Rosso nel ricostruire le tappe fondamentali della liason tra il mondo della danza e il grande schermo.
È a tutti gli effetti la storia di un passo a due: “dall’incontro fra cinema e danza nasce qualcosa di impensabile per le due arti separatamente, qualcosa di nuovo e straordinario, che si fonde armonicamente in un tutt’uno ma è anche in grado di evidenziare la peculiarità e l’unicità di ciascuno” si legge sulla quarta di copertina del libro.

> IL RITORNO DI ALESSANDRA CHIESA

In Uncategorized on 1 Ottobre 2008 at 08:27
Madre Indomita di Anna Antolisei

Madre Indomita di Anna Antolisei

E’ il terzo capitolo della saga del procuratore aggiunto della Repubblica del Tribunale di Torino, Alessandra Chiesa. Il titolo del romanzo, pubblicato dall’editore Fogola (che è anche una storica libreria di Torino), ha un che di retrò, ma la vicenda è ben radicata ai giorni nostri.

La “Madre Indomita” del titolo è al centro del caso su cui sta indagando la Chiesa, anche lei donna indomita, coraggiosa, pragmatica e dotata di un grande spirito di osservazione. Non a caso è parente alla lontana di Virginia Loeser, il personaggio a cui si riferisce il titolo.

La Loeser è una “madamin” della Torino bene, che, colpita da un grave lutto, innesca una catena di fatti che culminano nel suo omicidio.  E insomma ben prima della fine del libro la Loeser passa da osservata speciale a vittima. La donna ha perso il figlio ventenne, ufficialmente in un incidente in moto, ma in realtà a causa di una overdose. E costi quel costi, Virginia vuol sapere chi ha fornito al ragazzo la droga, che gli fu fatale. Il colpevole sembra nascondersi tra la schiera di amici del ragazzo, tutti figli di papà tra lo stralunato e il viziato. La signora Loeser non difetta di denari né di audacia: tanto che i genitori e i parenti di alto lignaggio dei rampolli, che vengono adeguatamente messi sotto torchio da alcuni scagnozzi assoldati dalla Loeser, decidono di rivolgersi alla polizia.

E la Chiesa dovrà dipanare la matassa dei fatti, in una Torino upper class, un po’ polverosa,  in cui avidità e vendetta si legano a doppio filo e in cui gli amici di vecchia data sono personaggi piuttosto inquietanti. I modi gentili ed educati non sempre bastano a nascondere gli abissi di avidità. Va a finire che spesso quelli che sembrano per lo meno i più coerenti ed umani sono un manipolo di delinquentelli di bassa lega, picchiatori di mestiere, ingaggiati dalla Loeser per dare una bella lezioncina agli amichetti del figlio, tanto per indurli a far saltare fuori il colpevole.

Insomma vien quasi da pensare meglio le bettole malfamate, che quel dedalo di saloni, corridoi e stucchi che è il Circolo del Whist, ultimo baluardo dell’aristocrazia sabauda, dove alla fine si annida l’unico colpevole del romanzo.

A dare manforte alla Chiesa, che questa volta per ovvi motivi di parentela non può seguire la vicenda in primissima linea, c’è il commissario in pensione Molino. Un vecchio poliziotto sornione che sa il fatto suo, e che ora invece di correre dietro ai malviventi, si è dato al modellismo. Nel suo buen retiro alle porte di Torino, Molino ricostruisce in miniatura le piazze.

E la Chiesa da abile affabulatrice e tessitrice saprà riportarlo in prima linea. Molino dal canto suo non è proprio un asso nell’arte della conversazione. E’ un uomo taciturno, meditabondo, ma per nulla distaccato. Anzi è capace di “penetrare con un solo sguardo nei recessi dell’animo umano”. Insomma un commissario quasi sciamano, talvolta con il fiato corto, perchè in passato sul campo ci ha lasciato un polmone.

L’assassino, come da tradizione, è un’insospettabile. Ovviamente visto il calibro dei personaggi coinvolti, le indagini arrivano sul tavolo del vicequestore Francesco Schwiller. La squadra di investigatori poi non sarebbe al completo se non si citassero ancora l’ispettore Devoti e l’ufficiale di polizia giudiziaria che lavora con Alessandra, il maresciallo dell’Arma Sante Rosi. Anche Rosi e Devoti sono cugini e la strana coppia incarna il superamento della storica rivalità tra poliziotti e carabinieri.

Tutti insieme riusciranno a risolvere un caso che parte con pochi indizi e parecchie zone d’ombra. E il mosaico prenderà forma proprio nel cuore di Torino, e per la gioia di Molino, verrebbe da dire, proprio in una piazza, piazza San Carlo per la precisione. Proprio mentre è in corso un comizio leghista, gli inquirenti fanno irruzione nell’inviolabile gotha della Torino che conta, il Circolo del Whist.

Questo e altri dettagli fanno dell’autrice del libro, Anna Antolisei,  una penna di rara ironia. Non è da tutti riuscire ad inanellare colpi di scena a catena e frecciatine ad una certa Torino paludata e autoreferenziale, il tutto amalgamato in un tessuto narrativo piacevole e intrigante. Notevole poi la galleria di personaggi che sfila pagina dopo pagina.

>PILLOLE DAL LIDO: PARLANO I REGISTI

In .: C O T T O & M A N G I A T O, F E S T I V A L, Uncategorized on 28 Agosto 2008 at 12:32

In America capita che un idiota prenda decisioni ed eserciti il potere su persone più intelligenti di lui” dicono i fratelli Coen nel corso della Conferenza stampa dedicata a “Burn after reading”.
Tutto il mondo è paese?

Manuel De Oliveira con Marisa Paredes e la Sandrelli al Festival di Venezia

Manuel De Oliveira con Marisa Paredes e la Sandrelli al Festival di Venezia

Manoel De Oliveira compirà 100 anni il prossimo dicembre, eppure sembra più arzillo e in forma di certi colleghi più giovani.
E’ la mia seconda gioventù - commenta su Repubblica – non so se mi piace. Diciamo che l’apprezzo“.

28  A G O S T O  08

> ASPETTANDO SARZANA: ULISSE E L’INVENZIONE DEL SOGGETTO

In .: C O T T O & M A N G I A T O, .: E' LA STAMPA BELLEZZA, Uncategorized on 26 Agosto 2008 at 13:14
AL FESTIVAL DELLA MENTE VEN. 29 AGOSTO ORE 17.30
AL FESTIVAL DELLA MENTE 29/8 ORE 17.30

L’autrice di “L’amore è un Dio – Sex and the polis” sarà la prima ospite illustre del Festival della Mente di Sarzana, venerdì 29 agosto alle ore 17.30.

Stiamo parlando di Eva Cantarella, docente di Istituzioni di Diritto romano e Diritto greco antico all’Università di Milano, nonché collaboratrice del quotidiano “Il Corriere della Sera”.

In un’intervista rilasciata a “Tuttolibri” di sabato scorso (3 agosto 2008), la Cantarella dice che è già in cantiere il seguito de “L’amore è un Dio”. Questa volta parlerà di Roma e il compito non sembra dei più facili. “Non è facile evitare la volgarità - dice la Cantarella – I romani erano grevi, il machismo è nato lì, la sessualità del forte che sottomette. C’era esaltazione retorica della moglie e della matrona, c’erano anche molte concessioni e libertà, ma la sostanza del maschio romano era quella. Grande intelligenza politica, nel lasciare spazio alle donne purché entro regole e ambiti rigidissimi: non era facile ribellarsi. Questo è il nostro passato prossimo“.
A Sarzana invece protagonista del suo intervento sarà Ulisse. Appuntamento dunque venerdì a Sarzana per la lezione sul tema : “Scelgo dunque sono. Ulisse e l’invenzione del soggetto”.
Sulla falsariga di quanto raccontato da Omero nell’”Odissea”, la Cantarella ci condurrà attraverso il percorso che ha permesso alla comunità dei Greci di superare il sistema della vendetta e progredire da una cultura della vergogna a una società del diritto.
Del resto come dice l’autrice su “Tuttolibri” Omero era un po’ la televisione del tempo. Attraverso la sua narrazione infatti definiva i modelli di comportamento.

>ASPETTANDO SARZANA: “IL DIVO” ALLE PRESE CON LA CREATIVITA’

In .: C O T T O & M A N G I A T O, .:C O L P O DI F U L M I N E, Uncategorized on 25 Agosto 2008 at 15:45
TONI SERVILLO

TONI SERVILLO

Definito spesso il “De Niro italiano”, Toni Servillo ha appena compiuto, il 9 agosto scorso, 49 anni. E’ certamente uno dei “pezzi da novanta” del nostro cinema e prima ancora del nostro teatro.

Recentemente sul “Sole 24 Ore” addirittura azzardano un’altra definizione di Servillo, quella di “eroe dei due mondi”, ora che “Il divo”, e “Gomorra” sono stati chiamati a rappresentare l’Italia oltreoceano all’imminente Festival del Cinema di Toronto. E si sa che Toronto è la vetrina mondiale dove si iniziano gli “spareggi” per la notte degli Oscar.

Raffinato interprete teatrale, prestato al cinema, Servillo è nato ad Afragola in Campania. Attualmente vive a Caserta, dove del resto è cresciuto. Pochi sanno che è il fratello di Peppe, leader degli Avion Travel, la cui storia romanzata è raccontata da Fabrizio Bentivoglio nel suo esordio alla regia “Lascia perdere, Johnny!”, pellicola in cui i due fratelli si ritrovano assieme.

Dopo anni di gavetta e un sodalizio artistico al teatro e al cinema con Mario Martone, con cui inizia l’esperienza di “Teatri uniti”, Servillo si può a buon diritto ascrivere alla schiera di personaggi che hanno contribuito ad una sorta di rinascimento del teatro e del cinema italiani.

E’ lo stesso Martone a lanciarlo al cinema, offrendogli una parte nel suo esordio cinematografico “Morte di un matematico napoletano”, film premiato a Venezia nel 1992 con il Premio speciale della giuria. E sempre con Martone gira “Rasoi” nel 1993 e “Teatro di guerra” nel 1998.

Eppure il nome di Servillo è legato a quello di un altro regista, Paolo Sorrentino. Anche con Sorrentino, Servillo avvia un sodalizio tutt’ora in essere. Ne “L’uomo in più” (2001) interpreta Tony, affermato cantante costretto a rifarsi una vita, dopo aver scontato una condanna per stupro.

Due anni dopo in “Le conseguenze dell’amore” (2003) l’attore interpreta Titta di Girolamo, un uomo che vive in un albergo svizzero, solo, per sfuggire ai fantasmi del suo passato. Questo film lo porterà alla fama internazionale, suggellata poi da un David di Donatello e da un Nastro D’Argento.

Allo scorso festival di Cannes Servillo di fatto è il vero mattatore del nostro cinema. E si presenta sulla Croisette, come interprete di ben due pellicole italiane in concorso. Ne “Il Divo” sempre di Sorrentino interpreta Giulio Andreotti, ma è anche nel cast di “Gomorra” (2008) di Matteo Garrone, tratto dall’omonimo best seller di Roberto Saviano.

I successi sul grande schermo non gli hanno tuttavia fatto archiviare il teatro. De Filippo, Viviani, Pirandello e i grandi autori francesi: non passa stagione che Servillo non giri i teatri italiani nella doppia veste di regista e interprete (ma è anche stato autore teatrale).

Nell’ultima stagione infatti l’abbiamo visto alle prese con l’adattamento e la regia di “Trilogia della villeggiatura” di Carlo Goldoni.

E adesso l’attore è atteso a Sarzana la sera del 29 agosto 2008. Quello di Servillo è un ritorno a Sarzana, dove già si esibì nel 2005.

Questa volta l’attore ci accompagnerà in un viaggio per l’Italia in compagnia delle poesie di Giorgio Caproni, Patrizia Cavalli, Salvatore Di Giacomo, Franco Marcoaldi, Eugenio Montale e Camillo Sbarbaro. Napoli, Roma, Genova, e ancora la provincia italiana attraverso la poesia del Novecento.

Dal festival della Mente è nata anche una collana di libri, edita da Laterza. L’ultimo nato è “Interpretazione e creatività” di Toni Servillo e Gianfranco Capitta. Sul sito del Sole 24 Ore è concesso un piccolo assaggio del volume.

> ASPETTANDO SARZANA …

In Uncategorized on 25 Agosto 2008 at 12:56
FESTIVAL DELLA MENTE DI SARZANA (29-31 agosto 2008)

FESTIVAL DELLA MENTE DI SARZANA (29-31 agosto 2008)

> CAMILLERI SU VANITY FAIR

In .: E' LA STAMPA BELLEZZA, Uncategorized on 25 Luglio 2008 at 04:47
VANITY FAIR DEL 30 LUGLIO, A PAG.102 ANDREA CAMILLERI

VANITY FAIR DEL 30 LUGLIO, A PAG.102 ANDREA CAMILLERI

25 luglio 2008 – Il papà di Montalbano è protagonista della terza puntata di “Scrittori in corso”.
Si leggono, tra una foto del suo studio e una di lui stesso che fuma “i sigaretti” (sembra se ne accenda 60 al giorno), riti e manie di uno degli scrittori italiani più amati del mondo.
Ogni mattina “prima di mettermi a scrivere devo essere in perfetto ordine, sbarbato, lavato e vestito come se dovessi uscire. Se sei in mutande, tiri via“.
Poi lo scrittore si mette alla scrivania, al suo vecchio computer con la nipotina che gioca o disegna appollaiata sotto il tavolo (“più bordello c’è e meglio è“).

.: PRIME ANTICIPAZIONI SU TRIESTE

In .: C O T T O & M A N G I A T O, Uncategorized on 23 Luglio 2008 at 14:56

Prime anticipazioni sul Festival del Cinema Latino Americano di Trieste (11/19 ottobre 2008).
Annunciato il tradizionale omaggio, che quest’anno sarà dedicato al regista italo-peruviano Francisco “Pancho” Lombardi, presente a Trieste come membro della giuria del Festival. “Pancho” Lombardi, vincitore di ben 23 premi in festival internazionali, dal 1977 ad oggi ha diretto 16 lungometraggi, molti dei quali ispirati al realismo urbano e ad opere di scrittori peruviani; è anche noto come produttore e sceneggiatore.
Di Lombardi verranno presentate 7 delle sue maggiori opere (tra le quali “La ciudad y los perros”, del 1985, tratto dal romanzo di Mario Vargas Llosa, e “La boca del lobo”, del 1988). Al regista sarà inoltre assegnato il Premio “Oriundi”, che il Festival del Cinema Latino Americano di Trieste conferisce ad autori od opere che hanno valorizzato la memoria dell’emigrazione italiana in America Latina.
La retrospettiva di Trieste invece quest’anno è dedicata a Nicolás Echevarría, anch’egli in giuria al Festival, di cui saranno proposte sette opere. Regista, produttore e sceneggiatore cinematografico e televisivo, Echevarría ha realizzato film di grande rilievo, tra i quali “Cabeza de vaca”, del 1991, “María Sabina”, del 1978, “Teshuinada”, del 1979 e “El niño Fidencio”, del 1980, che saranno tutti presentati a Trieste.
Tra le anticipazioni inoltre c’è il Premio “Salvador Allende” 2008, che sarà attribuito alla scrittrice e regista cilena Carmen Castillo, naturalizzata francese, che ha dedicato molti dei suoi lavori ai popoli ed alla memoria storica dell’America Latina.

TUTTI PAZZI PER STIEG

In .: E' LA STAMPA BELLEZZA, Uncategorized on 12 Luglio 2008 at 06:00
LA RAGAZZA CHE GIOCAVA CON IL FUOCO (Marsilio, pagg.754 € 19,50)

LA RAGAZZA CHE GIOCAVA CON IL FUOCO (Marsilio, pagg.754 € 19,50)

Ne ha parlato l’ultimo Vanity Fair in edicola qualche giorno fa.

L’inserto domenicale del Sole 24 Ore di fronte al nome dello scrittore Stieg Larsson va in brodo di giuggiole. Tant’é che la scorsa domenica gli ha dedicato un titolone difficile da far passare inosservato: “Stieg lo svedese rovente”.

Il Corrierone lo scorso maggio ha anche lanciato un piccolo scoop sullo scrittore. Larsson se ne è andato nel 2004. Colesterolo e troppe sigarette avevano preparato il terreno ad un infarto, che lo ha stroncato prematuramente e che cinicamente possiamo dire ha contribuito a fare la sua fortuna letteraria. Senza naturalmente nulla togliere al suo grande talento.
Lo scrittore lasciò nel suo pc duecento pagine inedite, sempre della trilogia Millenium quella che lo ha portato al successo per intenderci, e di cui è uscito anche in Italia la seconda puntata (vedi Foto). E il Corriere della Sera spiega che mentre la sua compagna vorrebbe terminare la saga partendo da quanto lasciato da Larsson e quindi in qualche modo farsi carico della sua eredità letteraria, il padre dello scrittore si oppone caldamente alle idee creative della nuora.

E tornando ai quotidiani di casa nostra, esce dal letargo La Stampa di Torino, che dedica oggi (sabato 12 luglio) a “La ragazza che giocava con il fuoco” una mini recensione su Tuttolibri. E dire che l’inserto sembrava essersi tirato su dal torpore polveroso che lo avvolgeva.