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> PIC OF THE DAY: UN CUOCO A SARZANA

In .: C O T T O & M A N G I A T O, F E S T I V A L on 2 Settembre 2008 at 08:45
Carlo Cracco

Carlo Cracco

C’è chi pensa che la creatività sia un fatto astratto, quasi metafisico oppure cerebrale. Eppure al Festival della Mente di  Sarzana (29-31 agosto 2008) si ha proprio tutta un’altra impressione.
Si tocca quasi con mano, ci regala sensazioni, che di astratto hanno ben poco.
I creativi, siano essi filosofi o scrittori, di certo pensano, ma soprattutto si sporcano le mani, faticano. Fanno e disfano e rifanno, ci dicono. E tutti lavorano sodo.
E tra questa schiera di personaggi, non fa certo eccezione Carlo Cracco, cuoco di fama mondiale, proprietario del Cracco-Peck di Milano. Lui sì che per creare si sporca le mani, davvero.

E ci regala anche questa bella riflessione: “Se tu non ti senti le cose, significa che non ti appartengono e se non ti appartengono non potrai mai eccellere“.

> ASPETTANDO SARZANA: ULISSE E L’INVENZIONE DEL SOGGETTO

In .: C O T T O & M A N G I A T O, .: E' LA STAMPA BELLEZZA, Uncategorized on 26 Agosto 2008 at 13:14
AL FESTIVAL DELLA MENTE VEN. 29 AGOSTO ORE 17.30
AL FESTIVAL DELLA MENTE 29/8 ORE 17.30

L’autrice di “L’amore è un Dio – Sex and the polis” sarà la prima ospite illustre del Festival della Mente di Sarzana, venerdì 29 agosto alle ore 17.30.

Stiamo parlando di Eva Cantarella, docente di Istituzioni di Diritto romano e Diritto greco antico all’Università di Milano, nonché collaboratrice del quotidiano “Il Corriere della Sera”.

In un’intervista rilasciata a “Tuttolibri” di sabato scorso (3 agosto 2008), la Cantarella dice che è già in cantiere il seguito de “L’amore è un Dio”. Questa volta parlerà di Roma e il compito non sembra dei più facili. “Non è facile evitare la volgarità - dice la Cantarella – I romani erano grevi, il machismo è nato lì, la sessualità del forte che sottomette. C’era esaltazione retorica della moglie e della matrona, c’erano anche molte concessioni e libertà, ma la sostanza del maschio romano era quella. Grande intelligenza politica, nel lasciare spazio alle donne purché entro regole e ambiti rigidissimi: non era facile ribellarsi. Questo è il nostro passato prossimo“.
A Sarzana invece protagonista del suo intervento sarà Ulisse. Appuntamento dunque venerdì a Sarzana per la lezione sul tema : “Scelgo dunque sono. Ulisse e l’invenzione del soggetto”.
Sulla falsariga di quanto raccontato da Omero nell’”Odissea”, la Cantarella ci condurrà attraverso il percorso che ha permesso alla comunità dei Greci di superare il sistema della vendetta e progredire da una cultura della vergogna a una società del diritto.
Del resto come dice l’autrice su “Tuttolibri” Omero era un po’ la televisione del tempo. Attraverso la sua narrazione infatti definiva i modelli di comportamento.

>ASPETTANDO SARZANA: “IL DIVO” ALLE PRESE CON LA CREATIVITA’

In .: C O T T O & M A N G I A T O, .:C O L P O DI F U L M I N E, Uncategorized on 25 Agosto 2008 at 15:45
TONI SERVILLO

TONI SERVILLO

Definito spesso il “De Niro italiano”, Toni Servillo ha appena compiuto, il 9 agosto scorso, 49 anni. E’ certamente uno dei “pezzi da novanta” del nostro cinema e prima ancora del nostro teatro.

Recentemente sul “Sole 24 Ore” addirittura azzardano un’altra definizione di Servillo, quella di “eroe dei due mondi”, ora che “Il divo”, e “Gomorra” sono stati chiamati a rappresentare l’Italia oltreoceano all’imminente Festival del Cinema di Toronto. E si sa che Toronto è la vetrina mondiale dove si iniziano gli “spareggi” per la notte degli Oscar.

Raffinato interprete teatrale, prestato al cinema, Servillo è nato ad Afragola in Campania. Attualmente vive a Caserta, dove del resto è cresciuto. Pochi sanno che è il fratello di Peppe, leader degli Avion Travel, la cui storia romanzata è raccontata da Fabrizio Bentivoglio nel suo esordio alla regia “Lascia perdere, Johnny!”, pellicola in cui i due fratelli si ritrovano assieme.

Dopo anni di gavetta e un sodalizio artistico al teatro e al cinema con Mario Martone, con cui inizia l’esperienza di “Teatri uniti”, Servillo si può a buon diritto ascrivere alla schiera di personaggi che hanno contribuito ad una sorta di rinascimento del teatro e del cinema italiani.

E’ lo stesso Martone a lanciarlo al cinema, offrendogli una parte nel suo esordio cinematografico “Morte di un matematico napoletano”, film premiato a Venezia nel 1992 con il Premio speciale della giuria. E sempre con Martone gira “Rasoi” nel 1993 e “Teatro di guerra” nel 1998.

Eppure il nome di Servillo è legato a quello di un altro regista, Paolo Sorrentino. Anche con Sorrentino, Servillo avvia un sodalizio tutt’ora in essere. Ne “L’uomo in più” (2001) interpreta Tony, affermato cantante costretto a rifarsi una vita, dopo aver scontato una condanna per stupro.

Due anni dopo in “Le conseguenze dell’amore” (2003) l’attore interpreta Titta di Girolamo, un uomo che vive in un albergo svizzero, solo, per sfuggire ai fantasmi del suo passato. Questo film lo porterà alla fama internazionale, suggellata poi da un David di Donatello e da un Nastro D’Argento.

Allo scorso festival di Cannes Servillo di fatto è il vero mattatore del nostro cinema. E si presenta sulla Croisette, come interprete di ben due pellicole italiane in concorso. Ne “Il Divo” sempre di Sorrentino interpreta Giulio Andreotti, ma è anche nel cast di “Gomorra” (2008) di Matteo Garrone, tratto dall’omonimo best seller di Roberto Saviano.

I successi sul grande schermo non gli hanno tuttavia fatto archiviare il teatro. De Filippo, Viviani, Pirandello e i grandi autori francesi: non passa stagione che Servillo non giri i teatri italiani nella doppia veste di regista e interprete (ma è anche stato autore teatrale).

Nell’ultima stagione infatti l’abbiamo visto alle prese con l’adattamento e la regia di “Trilogia della villeggiatura” di Carlo Goldoni.

E adesso l’attore è atteso a Sarzana la sera del 29 agosto 2008. Quello di Servillo è un ritorno a Sarzana, dove già si esibì nel 2005.

Questa volta l’attore ci accompagnerà in un viaggio per l’Italia in compagnia delle poesie di Giorgio Caproni, Patrizia Cavalli, Salvatore Di Giacomo, Franco Marcoaldi, Eugenio Montale e Camillo Sbarbaro. Napoli, Roma, Genova, e ancora la provincia italiana attraverso la poesia del Novecento.

Dal festival della Mente è nata anche una collana di libri, edita da Laterza. L’ultimo nato è “Interpretazione e creatività” di Toni Servillo e Gianfranco Capitta. Sul sito del Sole 24 Ore è concesso un piccolo assaggio del volume.